03 Oct

storia del lotto

Sulla nascita del Lotto non ci sono notizie certe. Si sa che è nato in Italia e che è un diretto nipote della lotteria.

 

I dati storici raccolti dicono che a Milano nel 1448 esistevano le cosiddette “borse di ventura”: queste sembrano essere un primo esempio di quelle che saranno poi le vere e proprie scommesse legate al gioco del lotto.

 

Il primo vero banco del Lotto risale al 1528 e si trovava nella città di Firenze.

Quel che è certo è che da sempre era uso di tutti scommettere su ogni sorta di questione, da nord a sud, senza distinzione di rango. Fu questa abitudine a dare il via all’attività vera e propria del Lotto.

 

A Genova ad esempio, Andrea Doria decise che i senatori cittadini dovevano essere estratti a sorte (tramite l’uso di bussolotti) tra i centoventi membri del consiglio, facenti parte della nobiltà cittadina.

 

Da qui sorteggiare divenne sinonimo di scommettere. Si scommetteva su tutto, anche sulle elezioni del consiglio, e si puntavano anche ingenti somme di denaro che, a estrazione conclusa, si spartivano tra organizzatori della scommessa e vincitori.

 

I nomi, da 120 papabili, divennero 90. Da qui il gioco assunse le caratteristiche che tutti noi conosciamo, e che sono valide ancora oggi.

 

Fu a Genova quindi che il gioco del Lotto nacque nelle forme in cui noi lo conosciamo, e fu nella stessa città che nel 1588 il gioco fu proibito. Un decreto del Pontefice proibì a chiunque di scommettere su qualsiasi cosa: dalle elezioni ai matrimoni, alla sorte di una o dell’altra personalità di rilievo.

 

Solo nel 1620 il Lotto divenne un gioco regolamentato, e quindi legale. Negli altri Stati Italiani invece il gioco venne proibito, perché considerato immorale e lontano della buona etica.

 

Se con Papa Alessandro VII era ancora possibile giocare, in seguito fu severamente proibito. Chi fosse stato sorpreso a scommettere sarebbe stato scomunicato. Solo con Papa Clemente XI venne ripristinata la legalità del gioco del Lotto.

 

Ma la storia del Lotto è travagliata, e nel 1728 papa Benedetto XIII lo abolì ancora. E pochi anni dopo, tre per l’esattezza, Clemente XII lo rese nuovamente legale.

 

Nel 1785 papa Pio VI fece del Lotto un mezzo di carità: i proventi del gioco furono infatti destinati ai poveri e alle opere pie.

 

Ma cosa succedeva nelle altre città?

 

A Venezia il gioco del lotto compare per la prima volta nel 1734, controllato dal Governo della Repubblica. Nel resto d’Italia viene ammesso con lentezza: sono frequenti i blocchi e le proibizioni, e la legalità del gioco arriverà solo dopo molto tempo, quando il gioco del Lotto diventerà monopolio di Stato.